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Clara C

Clara C’

La via femminile al Prosecco

Clara Carpenè ha fondato l’azienda che porta il suo nome nel 2004, nel cuore del Valdobbiadene Prosecco Superiore, unendo la migliore tradizione ad una visione innovativa dei migliori produttori di uve del territorio, per ottenere solo la migliore qualità.
Nasce così Clara C’, il marchio creato da Clara dedicato al mondo del Prosecco Premium e Super Premium. Le Cantinæ Clara C’ sviluppano diversi marchi ed etichette, accomunati dalla stessa passione per la qualità, per la tradizione produttiva italiana e per il controllo dell’origine: Fiori di Prosecco, Fiori di Cartizze, Donnaclara, Feminine Prosecco, Brutissimo, Fiori Rosè e La Casa dei Fiori, marchi esclusivi delle Cantinæ Clara C’ di Clara Carpenè.

 

Il Prosecco:
storia e passione di famiglia

1838

È una lunga storia di famiglia nel segno del Prosecco quella che Clara a sua volta sta scrivendo. A metà dell’800, infatti, Antonio Carpenè I (1838-1902), appassionato chimico ed enologo, iniziò a studiare il vitigno del Prosecco per farne uno spumante: contribuì a fondare la prima scuola di enologia in Italia, sperimentò ed innovò nel  campo della chimica enologica, anche grazie alla sua collaborazione con Pasteur.

 

1913

Fu Antonio Carpenè II (1913-2010), papà di Clara, a concretizzare le lunghe sperimentazioni di rifermentazione in autoclave su base industriale (metodo Carpenè poi metodo Martinotti): negli anni '50, infatti, diede la vera svolta e “inventò” il metodo italiano moderno e stabile di produzione delle bollicine Prosecco con rifermentazione in autoclave.

 

 

 

Dal cuore del territorio Patrimonio UNESCO votato alle bollicine...il Valdobbiadene

 

 

Le Cantinae Clara C’ si trovano nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, un territorio rurale unico, incastonato tra Venezia e le Dolomiti, caratterizzato dai cosiddetti hogback, rilievi irti e scoscesi intervallati da piccole valli che l’uomo ha saputo modellare e coltivare rispettandone natura e vulnerabilità. Un paesaggio inconfondibile caratterizzato da un mosaico di terrazzamenti, vigne e boschi, tanto da aver ottenuto nel 2019 il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco.